Pellegrini con zaino sul Cammino Portoghese verso la Galizia

Cammino Portoghese: partire da solo e arrivare con nuovi amici

📍 Portogallo e Galizia

Quando
📅 May 2025
Durata
⏱ 13 giorni

Sono partito con l’idea di camminare da solo. Avevo bisogno di silenzio e non volevo adattare il passo a nessuno. Il primo giorno salutavo tutti, ma evitavo di fermarmi troppo. A sera, nello spazio comune, ho riconosciuto gli stessi volti incontrati sul sentiero. Senza organizzarlo, abbiamo condiviso cena, cerotti e impressioni sulla tappa.

Lo zaino pesava meno di otto chili, eppure dopo ore sembrava molto di più. Avevo provato scarpe e attrezzatura, ma non il susseguirsi quotidiano delle tappe. Ho imparato presto a preparare tutto la sera, partire con calma e ascoltare i primi segnali dei piedi invece di aspettare il dolore.

Il gruppo che non era un gruppo

Nei giorni successivi ho camminato a tratti con Ana, Roberto e Sam. Non avevamo stabilito regole né prenotato insieme. Ci ritrovavamo a una fontana, ci perdevamo dopo una salita e ci rivedevamo all’alloggio. Questa libertà evitava che la compagnia diventasse un obbligo.

Ognuno portava qualcosa: Ana ricordava le pause, Roberto aveva sempre frutta in più, Sam sapeva quando non servivano parole. Io controllavo le tracce nei bivi meno chiari. Il gruppo si formava attorno alle necessità del cammino, non alle somiglianze personali.

Le vesciche e la tappa più corta

Al quinto giorno una vescica mi ha costretto a rallentare. La tentazione era ignorarla per non perdere gli altri. Mi sono fermato, curato il piede e deciso una tappa più corta. Ho scritto al gruppo dicendo che ci saremmo forse rivisti più avanti. Ana ha risposto che avrebbe camminato con me fino al paese successivo.

Non ho chiesto quel gesto, e proprio per questo mi ha colpito. Abbiamo impiegato ore per pochi chilometri, parlando della vita fuori dal cammino. La sera gli altri ci hanno raggiunti. Nessuno aveva perso nulla: la distanza ridotta aveva aperto tempo per conoscerci.

Pioggia e routine

In Galizia la pioggia ha accompagnato diverse mattine. Proteggevo il contenuto dello zaino con sacche separate, tenevo a portata una giacca leggera e cambiavo le calze appena possibile. La routine era semplice: camminare, mangiare, asciugare, dormire. Questa ripetizione liberava la mente.

Nei dormitori rispettavamo spazi e silenzio, preparandoci senza accendere luci forti. Piccoli gesti di attenzione rendevano sopportabile la vicinanza tra sconosciuti stanchi. Il cammino insegnava comunità anche quando nessuno la nominava.

Arrivare insieme senza possedersi

Siamo arrivati nello stesso giorno, ma non nello stesso modo. Ognuno ha attraversato gli ultimi chilometri con il proprio ritmo. Ci siamo aspettati soltanto alla fine. Ero partito solo e tale ero rimasto nel senso più importante: responsabile delle mie scelte. Gli amici trovati lungo la strada non avevano riempito un vuoto; avevano reso il cammino più ampio.